# Trasporti

La Sardegna è isolata a causa dei monopoli italiani sulle vie marittime e aeree. Va ridefinito un sistema di collegamento esterno che metta in primo piano il diritto alla mobilità dei sardi.

Per quanto riguarda le linee marittime, faremo valere la competenza prevista dall’articolo 4 e dall’articolo 53 dello Statuto Sardo. In base a quella competenza si dovranno disconoscere gli accordi fra lo Stato Italiano e la CIN-Tirrenia chiedendo che le somme destinate siano devolute al bilancio regionale.

Si dovrà negoziare con tutti gli operatori presenti sul mercato, secondo forme che garantiscano la concorrenza nelle rotte e nella frequenza.

Si dovrà definire una tariffa massima, comparata alla Tariffa Ferroviaria Sovraregionale di Trenitalia, applicabile tutto l’anno per tutti i cittadini nati o residenti in Sardegna.

Il trasporto delle merci da e per il continente non deve penalizzare i produttori e i consumatori sardi. La valutazione della tariffa sopra definita dovrà garantire neutralità per le merci sarde rispetto ai costi di trasporto delle merci prodotte nel continente.

Per quanto riguarda le rotte aeree si dovranno potenziare i collegamenti verso gli aeroporti minori e quelli serviti dalle compagnie low-cost superando l’attuale sistema agevolato che costringe i sardi a recarsi obbligatoriamente verso gli aeroporti di Linate e Fiumicino.

Il grande deficit infrastrutturale della Sardegna va colmato e i servizi di collegamento pubblici interni vanno garantiti anche in funzione di compensazione rispetto alla mancanza di investimenti per alta velocita e alta capacità che lo Stato italiano sta invece attuando nella penisola.

Lo sviluppo di una rete ferroviaria adeguata che colleghi le principali città, i porti e gli aeroporti dell’Isola deve essere obiettivo primario dell’azione di governo della regione e di confronto con lo Stato italiano.

Approfondimenti