In Sardegna, per troppi anni, la povertà e i bisogni sociali sono stati trattati come una malattia da assessori eccessivamente concentrati sui temi sanitari.

C’è bisogno di ricavare preziosi insegnamenti della società sarda tradizionale e del suo codice non scritto di interventi per la coesione sociale come ‘s’agiudu torradu’. Con essi si concorreva al benessere di ogni membro perché fosse garantita la salute e la solidità dell’intera comunità. La solidarietà è una costante della Sardegna e oggi sono numerosi gli interventi che vogliono rispondere ai diversi bisogni ma sono slegati tra loro.

C’è bisogno di un progetto, coordinato dalla Regione, che tuteli e garantisca il benessere sociale dei cittadini sardi

Occorre una iniziativa sociale di accoglienza, supportata da risorse pubbliche e valorizzata a livello istituzionale. Una azione orientata ad affrontare le situazioni di difficoltà socioeconomiche, di disparità sociali e di disagio, nell’ambito della comunità di appartenenza.

Vogliamo puntare sul welfare di prossimità. I servizi per noi sono “beni di comunità” e vogliamo recuperare il senso comunitario della protezione sociale. Vogliamo agire nei quartieri delle città e nei paesi integrando tutti i soggetti impegnati nel sociale. In tal modo si valorizzano le competenze e si ottimizzano le risorse economiche, professionali e umane.

>Cosa vogliamo fare

Azioni di sistema

  • Integrare tutte le risposte ai problemi sociali attraverso l’azione delle istituzioni, in primis quelle locali, per fornire una risposta coordinata a tutti i bisogni;
  • Istituire un assessorato specifico, con il mandato specifico di valorizzare gli interventi necessari a garantire il benessere sociale in tutti i luoghi della Sardegna;
  • Aumentare le dotazioni finanziarie a supporto del welfare di prossimità, sia attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari, che di altri sistemi di finanza etica e partecipata;

Ci sono alcuni nodi critici dei bisogni sociali delle comunità sarde, da contrastare con azioni mirate:

Azioni per il diritto ad una buona esperienza di famiglia:
  • diffondere su tutto il territorio regionale dei Centri per la Famiglia, col compito di supportare le famiglie con difficoltà educative, attraverso servizi specifici
  • assicurare a tutte le comunità servizi educativi territoriali di supporto alle famiglie che non hanno gli strumenti per compiere in pieno il loro ruolo educativo
  • adottare linee guida regionali per l’attuazione dell’affidamento eterofamiliare;
Azioni per il diritto all'(auto)educazione
  • diffondere i servizi per la prima infanzia (0-6 anni) anche in ambiente extracittadino (es. agrinidi, nidi al mare). Sostenerle e incentivarne almeno uno in ogni paese
  • attuare un programma di educazione ai diritti umani nelle scuole, che educhi al rispetto della dignità umana e alla cittadinanza attiva (cfr. Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’educazione e la formazione ai diritti umani, 2011);
  • valorizzare i contesti agricoli quali ambiti di inclusione sociale dei minori e giovani adulti con difficoltà personali e/o sociali e/o familiari
  • valorizzare il tempo e la disponibilità degli anziania beneficio di bambini e adolescenti, che possono trovare nell’esperienza intergenerazionale ulteriori occasioni di crescita sociale e apprendimento
  • favorire la nascita e il funzionamento delle consulte giovanili, sostenendo quanto più possibile la partecipazione di adolescenti e recuperando il loro ruolo consultivo nelle decisioni dell’EELL
 Azioni per il diritto al gioco all’aria aperta
  • favorire politiche locali per la realizzazione di spazi collettivi dedicati al gioco all’aperto (parchi, piazze, giardini), sia su aree pubbliche che su spazi privati adeguati;
  • imporre, con apposita legge regionale, l’obbligo per tutti i Comuni, di riservare nel piano urbanistico una quota dell’abitato all’utilizzo specifico per il gioco dei bambini all’aria aperta.
Azioni per il contrasto dell’emergenza alimentare
  • Favorire la nascita locale di azioni di contrasto alla emergenza alimentare (es. mense sociali, last minute market, frigorifero solidale, ….) mediante l’istituzione di un fondo specifico
Azioni per il contrasto dell’emergenza abitativa
  • censire le case vuote e disponibili, che possano essere utilizzate per rispondere a bisogni di abitazione, stante l’insufficiente disponibilità di case dell’edilizia pubblica, da assegnare a coloro che si trovano in emergenza abitativa;
  • sostenere economicamente la riqualificazione di abitazioni di proprietà di persone indigenti, per renderle adeguate all’abitazione;
  • promuovere e sostenere soluzioni di “abitare condiviso”;
  • sostenere tutte le attività che, a livello locale, possono essere messe in atto per garantire la possibilità di avere da coprirsi e da riscaldarsi;
  • valutare la possibilità che, ove presenti terreni a uso civico, una parte del ricavato vada a finanziare o sostenere azioni di contrasto alle poverta’ estreme
Azioni “di prossimità” per la popolazione anziana
  • sostenere iniziative di permanenza dell’anziano nel tessuto sociale di appartenenza, quali l’abitare sociale e i condomini solidali, o abitazioni (o piccole strutture diffuse) private e/o pubbliche, raccordate e qualificate dalla presenza di operatori, familiari, volontari, vicinato.
  • favorire la formazione di personale specializzato nell’assistenza di anziani che vivono nelle strutture diffuse dell’abitare sociale
  • normare gli standard minimi, strutturali e di personale, che definiscano unità operative, anche piccole, di abitare sociale
Azioni di contrasto
  • assicurare certezza, costanza e regolarità dei finanziamenti ai centri antiviolenza e alle strutture per l’accoglienza in emergenza;
  • studiare protocolli di collaborazione con le forze dell’ordine e le istituzioni coinvolte (Comuni, Distretti sanitari, gestori dei Centri Antiviolenza) per l’intervento puntuale ed efficace in urgenza;
  • creare condizioni specifiche e risposte efficaci per il reinserimento sociale ed economico delle donne e dei minori vittime di violenza assistita;
  • assicurare una buona comunicazione istituzionale sulle opportunità offerte alle donne vittime di violenza;
  • assicurare percorsi di formazione sul tema specifico, nelle scuole e/o attraverso spazi comunicativi istituzionali e non, per arginare il fenomeno del machismo e del maschilismo
Azioni per il sostegno alla disabilità
  • semplificare procedure e adempimenti per l’erogazione dei contributi regionali destinati agli interventi per i disabili, gia’ esistenti e funzionanti;
  • rendere strutturale la redazione di un adeguato “Progetto di vita integrato in società” per i disabili adulti, coordinando tutti i servizi e gli interventi di cui è beneficiario (assistenziali, sanitari, educativi, socio- lavorativi), in vista del miglioramento della qualità della vita;
  • rendere strutturale e finanziare le esperienze “Dopo di noi”, destinate a disabili adulti e soli, nelle forme varie dei gruppi appartamento, abitare condiviso).

La Sardegna, grazie alla sua posizione geografica centrale, è sempre stata terra di transito di persone e merci. Negare questo dato di fatto non permette di avere una visione globale del futuro della nostra terra inserita in un contesto geopolitico caratterizzato da fenomeni di spinta e attrazione che determinano la mobilità dei popoli, anche dove questo diritto viene negato.

Il Decreto Sicurezza e Immigrazione sta esasperando e rendendo molto difficili le condizioni di vita delle persone straniere sul nostro territorio, con il conseguente aumento di situazioni di marginalità, impossibilità di sostentamento, difficoltà di integrazione e convivenza pacifica con la comunità presente. Il governo italiano attuale vuole arrivare a un conflitto sociale, e a un conseguente scontro fra le parti di sarà di difficile gestione. Noi invece, consideriamo parte integrante delle politiche sociali immaginare e mettere in atto modelli di accoglienza e inclusione efficaci, superando l’idea di interventi emergenziali, di cui la RAS si è resa complice negli ultimi 10 anni, per dare spazio a progettualità concrete e di ampio respiro, che garantiscano la dignità dell’individuo e la restituzione di una soggettività che porti all’inserimento della persona o nucleo familiare nella nuova comunità.

Modelli efficaci di accoglienza e inclusione hanno come impatto anche l’aumento dell’occupazione di giovani sardi specializzati

La realizzazione di un welfare di prossimità richiama all’esigenza di attivare un’adeguata azione di formazione degli operatori sociali del territorio, sia quelli che lavorano nelle istituzioni, sia di quelli che lavorano sul territorio (educatori, formatori delle fattorie sociali, operatori dell’abitare sociale, operatori dei servizi educativi territoriali, caregivers per anziani e/o disabili), dedicata a interiorizzare i principi e le pratiche del presente programma politico.