La lingua sarda e le altre lingue di Sardegna

La Sardegna è una terra con un patrimonio linguistico enorme: sardo, catalano
di Alghero, tabarchino di Carloforte, sassarese, gallurese sono un bene comune che
rappresenta una caratteristica fondamentale dell’identità individuale e collettiva.

Per mezzo del patrimonio linguistico i valori culturali vengono veicolati,
trasmessi e tenuti in vita.

>Situazione attuale

Purtroppo manca una tutela fondamentale, che farebbe acquisire prestigio al patrimonio linguistico della Sardegna e permetterebbe alla Regione azioni mirate e più incisive anche in ambiti in cui attualmente si hanno scarsi margini di manovra:
la menzione della lingua sarda e delle lingue di Sardegna nello Statuto sardo di Autonomia.

È necessario che nello Statuto speciale ci sia una norma che garantisca la piena parità linguistica del sardo e delle altre lingue parlate in Sardegna, a ogni livello e in ogni ambito.

Deve essere riconosciuta la sua co-ufficialità in politica, nell’insegnamento, nei media, nella società civile in generale. Non è più sufficiente usare il sardo per cantare, scrivere poesie, introdurre o intercalare discorsi in italiano.
Vogliamo creare le condizioni che permettano alla lingua sarda di entrare al pari della lingua italiana in tutti i momenti della nostra vita.

La dottrina internazionale della pianificazione linguistica sostiene che per arrivare a questo obiettivo la lingua deve avere prestigio, deve essere presente nella comunicazione pubblica, deve mostrare di avere una sua utilità sociale.

È necessario un deciso intervento politico per dotare la Sardegna di uno standard linguistico degno di una Nazione.

Il possesso della lingua madre è un diritto indisponibile di ogni sardo e la sua negazione
rappresenta uno svantaggio in termini umani, sociali ed economici.

>Per questo vogliamo

  • Una lingua ufficiale standard.
  • Istituire un Comitato Scientifico, costituito da studiosi di alto profilo in linguistica e filologia in ambito nazionale e internazionale. A tale organo verranno affidati i seguenti compiti:
    • Apportare le opportune implementazioni e modifiche alle norme linguistiche di riferimento a carattere sperimentale per la lingua sarda scritta in uscita dell’Amministrazione regionale per produrre una norma grafica univoca per la scrittura della lingua sarda.
    • Redigere una norma ortografica per tutte le varietà locali e tradizionali dell’isola.
    • Curare il mantenimento e il rinnovamento della lingua sarda e del suo prestigio.
  • Costituire l’Agenzia regionale per le lingue della Sardegna, con il compito di promuovere e sostenere lo svolgimento coordinato e unitario di programmi e di iniziative istituzionali in materia di tutela e promozione delle lingue di Sardegna in tutti gli ambiti.
  • Compiere azioni mirate al rafforzamento del prestigio sociale delle lingue di Sardegna e alla trasmissione intergenerazionale che permettano di superare la diffusa idea che la lingua sarda sia di poco conto, povera, legata esclusivamente all’ambito familiare e amicale, capace solo di veicolare il mondo agropastorale;
  • Potenziare la didattica delle lingue di Sardegna con il perfezionamento della formazione degli insegnanti (a tutti i livelli), per mezzo di corsi universitari e privati e borse di studio mirate.
  • Incrementare con specifiche norme la presenza delle lingue di Sardegna nella pubblica amministrazione, in ambito liturgico, nelle arti, nelle nuove tecnologie.
  • Incentivare gli organi di stampa, televisivi e radio che usano la lingua sarda e utilizzare le nostre prerogative per imporre uno spazio televisivo nella rete regionale della RAI dedicato alla diffusione di notiziari e cultura generale in sardo.
  • Realizzare materiale didattico per le scuole di ogni ordine e grado.
  • Fare formazione e affiancamento per gli operatori della politica linguistica.
  • Creare una codifica per la certificazione delle competenze.
  • Istituire borse di studio per la formazione, anche all’estero, di linguisti ed esperti di politica linguistica.
  • Rafforzare e tutelare il patrimonio dialettologico della Sardegna.

>Vogliamo introdurre

  • Borse di studio per gli alunni che si distingueranno nella conoscenza della storia, della letteratura sarde e che sapranno argomentare e scrivere in lingua sarda.
  • Bonus libri e contributo per il pagamento delle tasse scolastiche per le famiglie che insegnano il sardo ai loro figli.
  • Riconoscimento, in sede di concorsi pubblici, di un adeguato punteggio ai concorrenti che dimostrino di saper argomentare e scrivere in sardo.
  • Bonus agli insegnanti che sono in grado di usare il sardo nella didattica, e agli operatori pubblici che sono in grado di comunicare in sardo con i cittadini che lo richiedono.

Chi possiede il sardo dispone di un codice di interpretazione linguistica in più ed è
giusto che ne venga premiato il possesso ed incentivata l’acquisizione con interventi
concreti che coinvolgano specialmente la scuola e le famiglie.