La situazione del mercato del lavoro nell’Isola continua ad essere tragica.

Nel 2018 in Sardegna il numero delle persone disoccupate è passato da 100,6 mila a 110,8 mila con un incremento del tasso di disoccupazione che arriva al 17% (dal 15% del 2017). Dato in controtendenza rispetto alla media italiana che è dell’11,2%.

I dati tra i giovani sono quelli che destano maggiore preoccupazione. In particolare, tra i giovani sardi di età compresa tra i 15 e i 24 anni è disoccupato in media il 46,8% (2017), quasi un giovane su due non lavora.

Nella nostra Isola scende anche il tasso di occupazione, dal 51,2% al 50,5% con gli occupati che arrivano a quota 562mila (come nel secondo trimestre 2016, erano 568mila a giugno 2017) mentre quello di inattività per i cittadini tra i 15 e i 65 anni è del 38,9% rispetto al 34,6% registrato in Italia.

Inattività come esito della mancanza di fiducia nelle opportunità occupazionali e nel mercato del lavoro, che non dà risposta ai bisogni espressi dai cittadini.

>Cosa vogliamo fare

  • Aumentare le opportunità occupazionali e ridurre il tempo di disoccupazione tra un’occupazione e un’altra;
  • Maggiori incentivi alla produzione rispetto al predominare delle politiche di sostegno passivo alla disoccupazione
  • Creare una convergenza tra soggetti pubblici (Centri per l’impiego/Centri dei servizi per il lavoro) e privati (Enti di Formazione convenzionati)
  • Cooperazione con scuola, formazione professionale, Università, imprese, Pubbliche amministrazioni e parti sociali.
  • Affidare alle istituzioni pubbliche la gestione amministrativa: dati sull’occupazione, monitoraggio mercato del lavoro nei singoli settori produttivi, certificazione dello stato di disoccupazione involontaria, sistema regionale di certificazione delle competenze, banca dati regionale dei curricula.

Incentivare la contrattazione collettiva decentrata: Regione e Parti Sociali per trovare una soluzione vicina al problema, unita al metodo concertativo per la gestione condivisa delle problematiche del lavoro

L’assenza di programmazione di azioni di sviluppo e di Governance comporta la mancanza di collegamento con una visione strategica dei fabbisogni formativi e professionali delle imprese.

La formazione continua è intimamente legata ai mutamenti e ai bisogni del contesto economico-produttivo, questo deve essere costantemente monitorato.

 

La nostra proposta per una formazione di qualità:

  • Elaborare una legge sul sistema educativo, di istruzione e formazione che crei un nuovo sistema di accreditamento delle agenzie formative, in linea con i mutamenti del sistema economico – produttivo;
  • Governare i meccanismi di ricerca e di individuazione degli scenari futuri, tenendo come punto di riferimento costante la valorizzazione della vocazione e aspirazione personale di ogni sardo, in collegamento col contesto in cui vive, col sistema delle imprese e dei sistemi associativi;
  • Introdurre misure di defiscalizzazione per le imprese che investono in formazione continua ed in percorsi di rientro per chi ha acquisito elevata professionalità all’estero;
  • Promuovere agenzie formative legate al territorio e definire un codice etico di comportamento per tutte le agenzie che operano sul territorio sardo;
  • Aggiornare e manutenere il repertorio delle figure professionali della Sardegna in linea col cambiamento del mercato del lavoro e della domanda;
  • Favorire la cosiddetta staffetta generazionale: part-time per lavoratori prossimi alla pensione, unita all’incentivo per l’assunzione di giovani al di sotto dei 30 anni (per es. attraverso apprendistato), garantendo l’avvicendamento delle competenze ed il ricambio generazionale in azienda. In questo modo si consente l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro attraverso la “flessibilità positiva” dei lavoratori over 55 che devono continuare a lavorare a seguito delle recenti riforme pensionistiche. Il giovane avrà la possibilità di essere inserito in un’azienda e magari essere affiancato direttamente dal lavoratore “in uscita”, quest’ultimo sarà incentivato alla trasformazione del contratto a tempo ridotto giacché è garantito il versamento integrale dei contributi previdenziali (a carico dell’investimento pubblico);
  • Promuovere l’orientamento e la formazione lungo tutto l’arco della vita.
Noi mettiamo la persona al centro di ogni politica del lavoro, ne vogliamo assecondare le aspirazioni e le passioni, interpretare e decodificare i bisogni, aiutare a realizzare il suo progetto professionale e di vita, creando spazi per far emergere la sua creatività e promuovendo la sua salute e felicità, per garantire tale scopo è necessario:
  • Sviluppare competenze tecnico-professionali e specialistiche di ogni settore produttivo per creare occupazione e promuovere l’educazione all’esercizio della cittadinanza attiva competente: le persone si assumono consapevolmente la responsabilità dei propri diritti senza negoziarli;
  • Promuovere e sostenere l’autoimprenditorialità – autoimpiego: “non cerco un lavoro, io creo lavoro”. La Sardegna deve essere in grado di offrire servizi di consulenza e accompagnamento per la creazione di impresa (accesso al credito, gestione fondi e investimenti; trafila amministrativa; individuazione settori strategici per la creazione di lavoro).
  • Puntare sulle start up innovative: secondo il rapporto OCSE 2013 su Scienza, Tecnologia e Industria, le aziende nate da meno di cinque anni sono quelle che più contribuiscono alla creazione di nuovi posti di lavoro promuovendo la crescita;
  • Organizzare di rete permanente di prevenzione e programmazione: intendiamo sottolineare l’importanza che noi diamo alla connessione costante tra tutti gli strumenti regionali dedicati al lavoro.