# Ambiente

Autodeterminatzione si impegna affinché venga rispettata la volontà dei sardi sulla indisponibilità del territorio sardo ad installazione di centrali nucleari, depositi di scorie nucleari, depositi inquinanti.

Si dovrà prevedere il superamento delle servitù militari nell’Isola. Secondo il principio “chi inquina paga”, lo Stato dovrà risarcire i costi per la bonifica dei territori inquinati dalle esercitazioni militari. Sarà prevista la riconversione e il reinserimento di tutti i lavoratori interessati direttamente o indirettamente dal settore militare affinché il progressivo smantellamento non crei disagio nei territori interessati.

La Sardegna ha oltre 1.250.000 ettari occupati da boschi. Molti di essi sono “boschi poveri”, macchia mediterranea derivata da coltivi e pascoli abbandonati. Attraverso tecniche di silvicoltura preventiva si dovrà governare questa grande infrastruttura verde che copre metà dell’Isola, migliorarla, proteggerla e farla diventare un formidabile regolatore del territorio, delle acque e del clima.

Intendiamo Adottare un solido progetto di “Prevenzione civile”, utilizzando il metodo della pianificazione partecipata e identificando i fattori dove intervenire in funzione preventiva. Bisognerà definire norme di autoprotezione riguardo al dissesto idraulico e idrogeologico e rispetto al rischio incendi, finora demandati alla mera risposta emergenziale del soccorso urgente.

Estenderemo il Piano Paesaggistico Regionale alle aree interne dell’isola con la definizione di norme di compatibilità condivisa.

Saranno siglati “accordi di paese” coi comuni dove la superficie forestale è prevalente per creare modelli di gestione partecipata del territorio e favorire la nascita di un’economia di tipo silvo-colturale.

Attraverso fondi europei e regionali, si metterà in sicurezza definitivamente gli insediamenti urbani, quelli residenziali stabili e quelli estivi.

Saranno incentivati programmi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per il risparmio energetico attraverso la ristrutturazione delle abitazioni private e privilegiando coloro che si trovano in condizioni di povertà energetica.

Autodeterminatzione considera la fascia costiera inviolabile e gestibile unicamente attraverso i Piani Urbanistici Comunali dei comuni costieri.

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