Misure strutturali per il settore lattiero caseario

>Situazione attuale

Il comparto ovino è in crisi da alcuni anni e resiste con fatica.

Oggi l’impresa agricola non riesce a beneficiare delle entrate relative ai premi comunitari previsti dall’Unione Europea perché incostanti.

Il beneficio si azzera con l’aumento dei costi aziendali e non compensa la volatilità del prezzo del latte.

La gestione del Piano di Sviluppo Rurale si è contraddistinta per i mancati finanziamenti e i ritardi nei pagamenti nelle misure a superficie, sommati ai ritardi cronici dei pagamenti di Agea del Premio Unico. Questo ha reso ancora più difficile fare anche una minima programmazione aziendale, neanche per l’acquisto di sementi, concimi e mangimi.

La gestione fallimentare del “Pacchetto Giovani”, nata per garantire il ricambio generazionale in azienda, ha escluso circa 1700 aziende in possesso dei requisiti. Ne sono state finanziate solamente 800, malgrado tutte abbia sopportato le non trascurabili spese per l’avviamento aziendale, l’iscrizione INPS e INAIL e l’apertura di partita IVA.

A questo si deve aggiungere che il prezzo del latte non raggiunge un valore corretto. L’attuale quotazione infatti copre circa l’80% dei costi di produzione. La crisi del settore coinvolge migliaia di persone e sfocia in proteste che non riescono ad incidere nè sulla visione complessiva del comparto né sulle scelte politiche.

La Regione Sardegna non è stata in grado di intervenire sulla sovrapproduzione del Pecorino Romano, lasciando i produttori in balia di un mercato fragilissimo dove anche piccole oscillazioni fuori dalla soglia prevista di 270.000 quintali provocano variazioni di prezzo insostenibili. Soprattutto non è in grado di sostenere i produttori nella ricerca di nuovi mercati e nella diversificazione dei prodotti, né è in grado di valutare gli effetti dei pochissimi interventi realizzati.

Questa situazione è da tempo insostenibile, l’azione politica inesistente.

>Cosa Faremo

Utilizzeremo tutte le risorse che il piano di sviluppo rurale mette a disposizione per poter governare e orientare il settore.

Nello specifico vogliamo:

  • Assicurare il pagamento delle domande sulle misure entro l’anno di presentazione.
  • Per sostenere l’allevatore in caso di tempi troppo lunghi nell’elaborazione delle pratiche, faremo in modo che le somme siano anticipate da una banca convenzionata.
  • Accelerare la spesa del PSR con lo scorrimento delle graduatorie per tutte le domande di investimento compreso il premio di primo insediamento.
  • Dare autorevolezza al tavolo di OILOS per attuare le politiche di regolazione della trasformazione del latte. La Regione dovrà stanziare i mezzi finanziari che, col supporto OILOS, avranno la funzione di incentivare e disincentivare i comportamenti di tutti i produttori della filiera di trasformazione. Si dovrà stabilire il massimale di produzione e le modalità di gestione delle eccedenze.
  • Per consentire alle aziende una pianificazione di medio periodo, favorire strumenti regolatori che garantiscano una oscillazione del prezzo del latte entro parametri definiti e rivisti su base triennale.
  • Finanziare una seria campagna di comunicazione e di sostegno alla commercializzazione, con l’obiettivo di raggiungere sempre maggiori quote di mercato interno ed estero, incentivando la diversificazione anche attraverso l’innovazione dei prodotti, della loro pezzatura e del loro confezionamento.
  • Incentivare le certificazioni superiori da riportare in etichetta, sulla qualità dei prodotti, sul biologico, sull’OGM free e sul benessere degli animali.