Libertà è partecipazione

Libertà è partecipazione

di Marta Onnis

La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
Di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia.
Questi versi di Giorgio Gaber ci fanno riflettere su ciò che può essere un processo teso alla libertà.
Perché possiamo affermare che Libertà è Partecipazione o che la Partecipazione possa promuovere un processo di Libertà?

I processi partecipativi vengono inaugurati come strumento codificato negli anni ’80, quando divenne chiaro che i luoghi, gli spazi in cui scegliamo liberamente di essere presenti, assieme ad altre persone che condividono le stesse esigenze, ci permettono di progettare e mettere insieme le idee migliori.

E’ negli spazi di parità che nascono processi di pensiero e progettazione condivisa, a partire dal riconoscimento reciproco dei partecipanti come portatori di esperienze, conoscenze e competenze preziose.

Non ci sono ruoli ma persone;
non ci sono gerarchie e movimenti verticali, ma orizzontali;
non c’è paura o timore, ma piacere nello stare insieme e disponibilità al cambiamento;
non c’è giudizio, ma ascolto;
non c’è prevaricazione, ma spazi di parola e rispetto reciproco;
non c’è un meglio o un peggio, ma si sceglie ciò che serve in maniera prioritaria in un dato momento;
non ci sono problemi da risolvere, ma da riformulare, resettare;
non ci sono microfoni per pochi, ma assemblee e gruppi di lavoro che coinvolgono tutti e tutte;

AutodetermiNatzione porta avanti l’uso di Cunferèntzias Abertas (Open Conference), Open Space Technology e altri strumenti di cui ha esperienza, ritenendo che servano per promuovere la democrazia partecipata, per coinvolgere i cittadini e cittadine in un processo culturale di cambiamento e di co-responsabilizzazione nelle scelte che le istituzioni mettono in campo relativamente a piccole e grandi opere, soprattutto quando queste ultime richiedono la spesa di risorse ingenti o prevedono un impatto ambientale e/o sociale importante.

In contesti piccoli e grandi, è fondamentale stare in ascolto e restituire ai cittadini un ruolo attivo, perché chi vive nei luoghi e ne fa esperienza diretta deve essere coinvolto nelle decisioni che impatteranno sulla propria vita, con un peso determinante nel suggerire le soluzioni migliori per un determinato problema o intervento.

AutodetermiNatzione crede fortemente in questi metodi e si farà promotrice di un uso sistematico e ragionato di questi strumenti, per un governo del territorio che risponda al meglio alle esigenze reali delle persone che li abitano e non all’idea romantica o cieca di chi prende decisioni sulle vite degli altri pensando di sapere cosa è meglio per le persone senza essere stato in ascolto e averne raccolto le istanze.

E’ anche per questi motivi che partecipo al progetto AutodetermiNatzione!

Ci vediamo questa sera al Caesar’s Hotel, a Cagliari, dalle 18.30, per la chiusura della campagna elettorale!