La protesta liquida

La protesta liquida

di Andrea Murgia

Quel latte che scorre racconta sacrificio.

Ci sono pastori che non usano le mungitrici perché non possono pagare la bolletta. Le pecore però continuano a mangiare, a figliare, a pascolare. Non si può smettere di mungere perché non si può sprecare la stagione intera.
Quegli animali respirano, un pastore non spegne la luce e blocca la produzione.

Perché lo fanno? Perché sono gli unici capaci di farlo. Quando un pastore rovescia il latte perde la giornata e paga i costi del giorno. Costi elevati, più alti del prodotto e non azzerabili. Rovesciano il frutto, la produzione e il fatturato.

Lo fanno perché, se vai a casa di un pastore, trovi sempre la porta aperta, trovi la tavola apparecchiata, trovi la cortesia e la fretta.

Lo fanno perché non hanno alternative, perché se non gridano nessuno li ascolta.

Siamo tutti pastori? No!
Un pastore che munge non sa a quanto viene pagato il frutto del suo lavoro, non lo sa fino al mese successivo, quando riceve un acconto. Ogni pecora produce una figurina di calciatori, ogni litro vale meno di una tazzina di caffè.

Abbiamo denunciato dal primo giorno di questo percorso elettorale quello che stava diventando insostenibile. Dai primi di dicembre andiamo in giro a gridare che il mondo delle campagne sta morendo.

La politica in questi anni non si è mai occupata del problema, non ha voluto risolvere la contraddizione di una regione che dice di spendere in agricoltura ma finanzia solamente burocrazia. Non ha capito che la prima trasformazione nel percorso di filiera diventa dominante se non è sorvegliata. Non ha chiesto la pubblicità dei contratti di filiera, non ha mai tutelato la parte debole. Ora leggo le soluzioni spicciole dei tanti candidati. Gente che si illude di cavalcare questa protesta. Gente convinta che basti mettere qualche milione per risolvere e calmare. Gente che non conosceva la pastorizia fino a una settimana fa e ora legge le soluzioni di qualche esperto d’area.

I nostri pastori meritano di più.

Domani sarei dovuto andare a Tula e a Pattada. A Pattada in particolare, i pastori hanno riportato in municipio 250 schede elettorali.

Ho chiesto ai candidati di Autodeterminatzione di interrompere per un giorno la campagna elettorale, di annullare le manifestazioni previste per domani. Ho chiesto loro per quanto possibile di stare vicini ai nostri pastori, in forma riservata e senza pubblicizzare. Io personalmente andrò a Dolianova dove i miei parenti allevano capre. Un giorno di ascolto per non cadere nella demagogia delle facili soluzioni.

I nostri pastori meritano rispetto. Siamo sempre stati dalla loro parte e non ce ne siamo mai pentiti