I candidati alla presidenza a confronto

I candidati alla presidenza a confronto

“Dovete votare Autodeterminatzione, non me – le parole del candidato di Autodeterminatzione Andrea Murgia durante l’appello finale – perché noi vogliamo rinnovare con una lista di giovani, donne e uomini, e governare in totale discontinuità con quanto fatto in precedenza. Il nostro è un progetto scritto dai sardi sul territorio e senza padrini romani, condiviso con tutti per vincere la diffidenza di chi pensa che i sardi non possano farcela da soli”. 

Trasporti, continuità territoriale, mobilità interna, Enti Locali, Province, Regione e diritto alla salute dei cittadini sardi: questi gli argomenti trattati durante il confronto tra candidati Governatore della Sardegna, che si è tenuto al T-Hotel e organizzato dalle segreterie regionali di Uil Fpl e Uil Trasporti sui temi della funzione pubblica e dei trasporti in Sardegna. Hanno aderito e partecipato Andrea Murgia, candidato alla Presidenza della Regione con Autodeterminatzione, Massimo Zedda candidato con il centrosinistra, Francesco Desogus del Movimento 5 Stelle e Paolo Maninchedda del Partito dei Sardi. Assente per motivi istituzionali il candidato del centrodestra, Christian Solinas.

Per quanto riguarda il confronto, “non c’è nessuno contento, neppure i partiti e consiglieri che hanno votato questa riforma – ha detto Andrea Murgia in risposta alla domanda sulla sanità – evidentemente sono stati fatti degli errori. Uno di tipo tecnico, perché la Sardegna si è adeguata al DM 70 per avere i 250 milioni per l’edilizia sanitaria, che non sono ancora arrivati. Noi associamo il servizio sanitario alla condizione della malattia. In realtà quel servizio non è solo per la malattia ma accompagna la vita di tutti noi. La nascita, il parto, la vecchiaia, persino la morte, non sono malattie. È stata fatta solo una parte della riforma, ma non quella che serviva, la territorializzazione, che è ciò a cui noi punteremo. Per quanto riguarda il Mater Olbia, è giusto che ci sia ma ognuno si paghi il suo biglietto, non deve essere a carico del servizio sanitario sardo.

“Prendo quattro aerei a settimana – in relazione al trasporto aereo – il sistema di continuità territoriale non funziona, perché studiato per aiutare Alitalia. Se il problema è l’Europa, perché alle Baleari o in altre isole europee la continuità funziona veramente? Perché la nostra continuità è un monopolio. Siamo isolati, la continuità territoriale deve essere fatta solo per i sardi”.

“Esistono paesi dell’entroterra come il mio, in cui un anziano deve spendere per arrivare in ospedale – ha risposto Andrea Murgia sulla riforma sanitaria – oltre che perdere un’intera giornata. L’Ats non ha funzionato. E ci sono ancora le ASL. La riforma è stata fatta nonostante grazie allo Statuto Speciale poteva essere evitata. Non c’è stato un risparmio dei costi e i problemi sono aumentati. Era meglio un ragionamento più continuo, lavorare per ridurre le liste d’attesa, razionalizzare”.

“Questo è un tema sindacale e globale, non sardo – Murgia sull’occupazione e sui diritti dei lavoratori – premesso che sono contro il massimo ribasso, ritengo che la destrutturazione del rapporto del lavoro che è in atto nel mondo e che in Italia è stata praticata dall’ultimo governo di centrosinistra, non garantisca la dignità del lavoratore, che deve essere tutelato perché spesso pagato a pratica lavorata, a consegna, a forfait, senza nessun rispetto per le sue competenze e le sue capacità”.

“Partirei dallo spopolamento – sull’organizzazione di Enti Locali, Province e Regione – perché nella Sardegna stiamo creando una ciambella. Entroterra abbandonato e i comuni che hanno accolto devono spesso far fronte a dei problemi dovuti al sovrappopolamento. Ogni esercizio di un Comune, qualora fosse l’ultimo, dovrebbe essere considerato come un servizio pubblico. In Regione, è invece importante che si smetta con le stabilizzazione e siano fatti i concorsi per reclutare il personale, sia interni che esterni. Molte competenze vanno trasferite nel territorio, per avvicinarle al cittadino”.

“Il costo medio in Italia per percorrere 1 km in treno è di 10 centesimi. Ma il treno e’ solo per l’Italia, questo mezzo in Sardegna praticamente non è arrivato e quelli che c’erano, come il trenino verde, sono stati distrutti. Dovremmo invece privilegiare la “rotaia”, che è diretta e pulita. Noi subiamo il doppio isolamento, all’esterno e all’interno. Non siamo all’avanguardia in niente, dobbiamo aumentare le infrastrutture sfruttando i fondi europei”. La risposta di Andrea Murgia alla domanda sulla mobilità interna.

“Un’amministrazione moderna deve lavorare per obiettivi e quelli solitamente mancano. Il lavoratore che entra in una grande amministrazione, se non seguito rischia di perdere la in poco tempo professionalità. I dipendenti della Regione sono una risorsa fondamentale, dobbiamo dare loro i mezzi giusti, assecondare le loro competenze, guidarli con degli obiettivi chiari e perseguibili. La politica deve tirarsi fuori da questo discorso, dare l’indirizzo e poi lasciare che le cose vengano fatte”, in relazione alla domanda sulla condizione del dipendente pubblico.

“Noi vogliamo la tariffa ferroviaria – ha terminato Andrea Murgia rispondendo alla domanda sul trasporto marittimo – la distanza Olbia/Civitavecchia deve avere la stessa tariffa in qualsiasi periodo dell’anno e un sardo deve spendere quanto un turista. In Sardegna c’è il monopolio da almeno 10 anni. Perché dobbiamo subirlo? È una vergogna per i sardi essere così isolati. Dobbiamo fare una battaglia tutti insieme, senza colori e senza partiti.